31/12/2005
Passeur
Sta finendo nebbiosamente bene.
Nuvole intorno agli spari e un pettirosso che si ferma sui cavi del telefono.
Meno male, chè gli ultimi giorni ho avuto paura. Ho ascoltato voci vecchie soffiare e una forse ha pure urlato, e per l'ultima volta. Ne ho sentito prima alla tv, nel notiziario regionale, l'eco lontana, così lontana che era solo un sospetto. Poi la voce si è fatta chiara ed è corsa sull'autostrada dei fiori, ora tutti gelati da quel volo sul quad. I tuoi fratelli, i nostri amici. Non parlo più quasi a nessuno, da anni, e all'unico con cui scambio parole non ho detto nulla. Per certo lo sa. Capodanni di decenni fa, e nevi, e agliate e cascate gelate raggiunte a piedi sotto la luna del primo gennaio. Quanta strada abbiamo fatto per tornare proprio lì, a quella luna di Mendatica, alla scarpata sotto la casa e alla frittata di viole.
Una volta prendeste sotto un cinghiale sperduto, poi lo portaste al cuoco dell'albergo per mangiare ragù a crepapancia.
Lo disse poi A. , lo sapete com'è sempre stato, non dite di non averlo invidiato, lo raccontava a me che si erano comprati la moto a quattro ruote ed era meglio se si facevano quattro amanti.
Sto ancora con un pezzo del pigiama addosso. A quest'ora. Ma ora vado e butto via, butto butto via.
Anche oggi ho lavorato, col ritmo di musiche che ho letto senza conoscerle.
Ci sarà un nuovo libro l'anno prossimo e desideri e.
Dal telefono dei tuoi racconti salgono curiosità nuove.
Ci siamo quasi. Quasi ci siamo.
Ci siamo.
29/12/2005
Arnesi di caccia e pesca
Buttare le proprie parole nella rete significa lasciare che le ripeschino, spesso fradicie, gonfie e tutte mangiucchiate dai pesci, insomma irriconoscibili, anche quei tali che vanno chiedendosi, ad esempio, se possono scricchiolare le ossa nei bambini, dove si fa turismo sessuale e di cosa è fatta la bresaola.
Forse cinesi, e alquanto delusi (non che gli altri, vero, quelli di prima, abbiano avuto le loro soddisfazioni) devono essere stati quelli che sono capitati qui cercando come togliere muffa su pelle, oppure un cucciolo di pechinese zona di torino o un centro tao a mantova.
E in quali pasticci si troverà mai colei che, innamorata del mio prof, casanova falso, chiede istruzioni esami sangue venezia?
L'ultima che è capitata all'emittente di questo blog, comunque, è di venir minacciata (si spera scherzosamente) di essere sbranata da un dobermann, bello e zannuto come da foto allegata in mail, se non si produrrà in epifania verbale in un messenger dopo le 16.30.
Chissà con che chiavi di ricerca riapriranno questo blog, dopo.
26/12/2005
Festa sulla linea di costa
Che poi non lo so, io, se tutto questo sangue che torna a scorrermi è sangue buono oppure no, che se è per ridere, sì, io rido e può darsi che sia così, buono e riavvolgente, perchè in questi giorni è festa, festa e non vacanza, che la vacanza è fatta per perdersi, invece, la festa è per ritrovarsi, anche solo nelle parole, al telefono (è per questo che alla madre ho regalato il suo primo telefonino, perchè vedevo che le brillavano gli occhi se mi vedeva usare il mio e diceva ma no, tanto non so mica adoperarlo e adesso, che la settimana scorsa ha fatto ottantaquattro anni, che sono nati tutti intorno alle feste, loro, adesso, da ieri che era Natale, sta imparando, attenta attenta), perchè insomma, state tutti lontano e non sono abituata ad avere una famiglia se non così, da lontano lontano, e meno male, lo penso lo dico e lo scrivo, perchè poi a me piace quando stiamo così, soli e in pochi, e ieri eravamo in quattro, anzi no, in sei, perchè a casa c'erano il solito gatto e poi anche il gechino che hai voglia a nasconderti, mio caro, la zampetta ti esce dalla fessura fra il muro e l'intercapedine del tetto e tu non lo sai che noi ti vediamo e ti crediamo ormai uno dei nostri, ma forse potremmo dire che eravamo quasi in sette, se vogliamo contare quell'anellide imprevisto, tanto lungo che alla lucina del terrazzo sembrava una biscetta, ma con quel freddo, dài!, e infatti a toccarlo con la scopa si è accorciato e accorciato e noi, via! che anche se era Natale non siamo mica mai buoni e un anellide nella mia casa non lo voglio anche quello a fare la festa, e adesso?
Già, e adesso son sola, se il gatto non conta (non conta che si arrampichi alle gambe? tu lo sai, tu, che adesso stai nella brina e nella nebbia) ma in giardino c'è luce, la grande luce dei vicini, con l'intermittenza ed il fuoco e chissà che hanno cucinato nel forno fumante che dalle voci non lo capisco ma sento, a tratti leggeri, il cane nuovo. Ma quest'anno niente albero illuminato nel loro giardino, peccato, perchè nessuno ha illuminato gli alberi quest'anno qui intorno e nella valletta nera (no, non tetra, è solo che è buio) che scende al mare si vede solo qualche luminaria orizzontale, qualche striscia un po' sbilenca, a dir la verità, senza forma e dall'intermittenza petulante, da centro commerciale. Ma è festa per tutti, anche per il ranocchio di cemento che, oggi, liberato dalle ortensie rinsecchite, ha rivisto il sole, e anche per le coppie in gita che, in auto, salivano al Monte a vedere la costa dall'alto (the lights of the coast) mentre qui, a me basta tagliare i rami secchi e portare il fogliame vecchio nel pattume ed è questo che significa festa e auguri: continuare il giorno ben dopo anche questo solstizio d'inverno.
E poi, oltre alle opere, ci son appunto le parole, che anche loro scorrono fuori e riavvolgono il nastro dei giorni. Sebbene di altri (altrui: come le luci orizzontali e quelle della costa e il fuoco e le auto in gita verso, forse, il presepe) pure quelle escono da me, come un sangue non riconosciuto e che ritorna. Perchè che altro vuol dire tutta questa voglia di facce di pianura, di leggere zii e Meridiani, se non che sono abituata ad avere una famiglia solo così, da lontano lontano, seminata fra il Po, l'Isarco e il Brentelle e meno male, lo penso lo dico lo scrivo, soprattutto ora che è festa e per ritrovarmi ho letto pure Banda e Moresco, che vivo su una linea di costa e qui c'era il sole e i corbezzoli e ancora un po' di lantana fiorita e gli aranci e i limoni.
23/12/2005
Ricorrenze
Forse era Biancaneve o forse la Bella addormentata. Non so più, ma comunque era una fiaba bambina e grandiosa.Ma non era quello il punto. Era il libro che la mia compagna di banco portò a scuola al ritorno dalle vacanze di Natale. Ad ogni pagina voltata si alzavano le figurine dai fogli e si apriva un teatrino di meraviglie e di sogni. Quando ti stancavi di sognare, non dovevi svegliarti, bastava girare il foglio e il fiato continuava a restare sospeso fra quelle trine di carta che un ditino solo un poco maldestro poteva rovinare. La delicatezza era un obbligo.
La mia bella e amata raccolta dei Grimm no, non l'avrei scambiata per quel castello incantato, tanto l'avevo accarezzata la mattina che ne avevo scovato le figure sotto l'albero (sento ancora la pelle delle gambe che sfrega il cretonne verde oliva della poltrona in salotto). Però la sospiravo-agognavo-bramavo quella fiaba in 3 D che non avrei mai chiesto e che i miei non avevano abbastanza immaginazione per regalarmi.
Per questo quasi ogni anno a Natale, me la regalo io, entrando da sola in una vetrina di doni (altri dicono che è un negozio di gadgets e di kitscherie), una cartolina grande, in tre dimensioni.

Ed eccola qui, quella per cui, quest'anno, ho ceduto beata tutto il mio disincanto.
15/12/2005
Times they are a-changin'
Tutti i miei più cari auguri, dato il genetliaco ragguardevole che ha appena celebrato in quel di noialtri, a Edoardo Sanguineti che, spero stia facendo, data l'atmosfera e il vento di ritorno, sberleffi e scongiuri. Che egli viva ancora anni da elevamento a potenza e da prodotto notevole è essenziale per preservare le nostre orecchie provate e provette dall'innalzarsi di canti orfani e grondanti mirabilie e peana nel caso malaugurato in cui, proprio adesso, di questi tempi ...
E a proposito di concorsi di folla in giochi funebri in onore di eroi morti, di feste popolari in onore di santi patroni, di bagni di folla presso santuari mariani, di adunate oceaniche in piazze dedicate, di masse sfilanti in cortei milioneschi, a proposito di lutti e religione, insomma, di processioni e processi sommari (ancorchè decennali), di totem e tabù, di nostalgie di età degli dei e di età degli eroi, noto che nuovi vecchi-idoli, nuovi vecchi-maestri (eh, l'Età dei Professori!) stanno tornando in auge anche nei blog.
Come si lamentava giustamente Paolo Hendel l'altra sera da Fazio, ora che il vento gira e i cavalieri cadono in disgrazia come faranno mai i comici? Chè il buffone è figura essenziale là dove c'è una corte col suo teatro di cartapesta e la commedia dell'arte, la comédie all'italienne, si alimenta nell'ombra del Re Sole.
Ma negli oratori e nelle Accademie, fra gli altari e i sagrati, nei chiostri dei Theresianum e dei Palazzi del Bo, sui campi di battaglia da Austerlitz a Bronte, sulle piazze comunali da palio dei sestieri e nei comuni rustici dove il console poste ha pria le mani sovra i santi segnacoli cristiani, dove lo mettiamo il Bertoldo, dove Fasulòn, dove Pignaverde?
Così anche nelle blogosferette d'influenza più ampia, quelle dove si ammassano gli accessi di chi blogga nei ritagli di tempo lasciati liberi dal fancazzismo sui luoghi di studio e di lavoro (non manuale, il che non significa lavoro intellettuale) e dal dovuto passaggio davanti all'ostensorio della tivvù con segno della croce e pateravegloria, sta accadendo un cambiamento. Osservare, prego, il viraggio: le masse si stanno spostando dai blog, peraltro consolidati, zeppi di comicità vagamente aristofanesca, in cui il "basso, il "quotidiano", il "volgare" da ranocchia bertoldesca la facevano da padrone, a blog più educatamente mirabolanti, più scolasticamente regolari, più teatralmente gesuitici, blog berniniani, o assai più modernamente, pascolo-dannunziani, dove santa teresa nel suo panneggio si abbandona al deliquio insieme a eleonora duse aggrappata alle tende, dove l'apparizione madonnesca sul monte Figogna in tempo di peste equivale all'epifania della nonna Zelinda sulla via campestre che va dalla scuoletta di paese alla casetta nel bosco, dove Faust e la notte di Valpurga diventano mephisti-e-sorelle-bloggoanchio.net. E dove la trasgressione veste i panni dell'esame di maturità con la post-esina sulle avanguardie artistiche dei primi del Novecento, o sulla Lega di Spartaco, oppure, per i più bravi, quelli che mirano al 100 (con lode), su Brecht o la Neoavanguardia. Per tutti gli altri, per le masse votanti della mediocrità popolare e democratica, basta e avanza un 5pagine su Pirandello-o-la-forma-o-la-vita taglincollato da lesamepertutti.it
Il film della modernità e del Novecento si sta riavvolgendo su se stesso a velocità multiple e incostanti e adesso basta, sembrerebbe, con il play sulla sequenza delle cattive compagnie, dei ripetenti e degli asini che si toccano e fanno le facce anche da dietro la lavagna, adesso che si fa sul serio, si schiaccia il "pause" sull'immagine rilucente e dafnica dei primi della classe che studiano sodo e si lasciano andare alla goliardia solamente alle feste comandate e a carnasciale, e qualche volta bigiano, sì, ma solo se non è giorno di compito in classe. I tempi cambiano, resta la voglia di spiriti guida, se non anche santi, e di padri putativi.
14/12/2005
Scelte operative

Dati i cerchi trovo una tangente comune esterna (PQ) e i due triangoli omotetici AMB' e A'NB
(Così mi piace: chè ogni limite ha una tangenza)
13/12/2005
Nella pancia della giornata
la sabbia è cristallina e l'acqua è fina? Katia, c'hai 'na falcata! caffè doppio stamattina. qui gli piace , ma la dottoressa parla col ragazzo o coi genitori? molestie? no, si è lasciato trascinare . cosa consiglia di fare? vuoi qualcosa? sdoppiare le frasi. non ho capito. lasci pure il giornale . sì, è aperto. divisione in blog-sferette d'influenza. la novità della Locandiera è. l'hanno già ritirata da due o tre giorni. dov'è Marina? avete visto Marina? è facile, leggi le istruzioni. ma non si può fare niente . esecuzione. Pantalone è genovese? schiavo, no, volevo dire domestico. turismo sessuale. ma non volevo. descrizione connotativa. personaggio-tipo o personaggio-carattere? ho scaricato l'immagine da internet. non sarà mica un virus. lasciami il numero di tuo fratello, se devo prenotare si annulla il vantaggio di tempo. per vie traverse o per vie dirette. mare magnum senza incisività. tromboni, purtroppo. basta fumare. si vabbè, va bene
