29/09/2006

Il disastro fa buon sangue

Leggo di Stanlio e Ollio, lì da te. E capisco tua figlia.  Perchè  non rido così di cuore proprio dai  miei tempi di  Stanlio e Ollio, e poi del tragico Fantozzi.  Ho nostalgia dell’ispettore Clouseau, quello antico, di Hollywood Party,  di Vil Coyote  e della risata  che, libero il diaframma, scuote e terremota le fondamenta,  rigenera  daccapo.  Non c’è satira nè umorismo nè ghigno postmoderno nè – quanta tristezza - goliardia chattosa  intellettual-chic che possano tenere  quando il bisogno è la catastrofe.  Linfatici indignati, comichevoli  da  riflettori,  battutisti  a  progetto,  frecciaioli spuntati,  ironici rassegnati, spiritosi resettati mi deprimono, invece, da tutti gli schermi.  Beep Beep, bada a te che t’acchiappo! 

di caracaterina at 17:48:00 5 Commenti

27/09/2006

Voli

Ci son giorni da sorprese. Tutti i giorni sorprendono, veramente, ma non te ne accorgi, non cogli. Difficilmente sei pronto, così, sempre distratto. Se capita, ecco, la afferri e la metti qui. Mi ha raccontato del gattino, l'altro giorno, in fuga sparata sul tetto. In corsa all'improvviso l'ha visto alzarsi di balzo sulle zampe di dietro per arranfare in aria un non so che che volava. In un solo movimento è poi ricaduto continuando a fuggire. Dev'essere lo stesso che ho visto ieri sera là dietro vicino alla casetta mentre stavo scappando da un calabrone. A mezz'aria, invece, lui lo rincorreva.
di caracaterina at 08:33:00 4 Commenti

20/09/2006

Antigone non è di Cogoleto

Cosa c'è di più semplice, arcaico, prioritario ancor più che primitivo, della scelta fra una bimba violentata e un sistema di leggi statuali, per definizione insensibili e anaffettive, cieche ai casi individuali, lettere morte in scartoffie internazionali? Un caso lampante di antigonismo sparato sui media non può che gonfiare i petti sotto la spinta di cuori battenti all'impazzata, non può che urlare la propria indignazione, la propria rabbia e il proprio orgoglio nascosti dentro a un nocciolo duro d'emozioni primarie.

Ma il mio collega invece è zitto, seduto al tavolo dello stanzone (open space, pardòn) che stamattina sembra vuoto. Zitto e scuro. Nei giorni scorsi non l'avevo quasi mai visto ma oggi il tempo lo trovo di domandargli com'è la situazione, cos'è che sta accadendo. Non glielo chiedo chiaro e tondo, però, se pensa che Yuri possa tornare anche questo Natale. Si fa dare subito l'email, per scrivermi, dice. Lui che ha sempre la chiacchiera pronta e prolissa è come inondato dall'urgenza perciò non parla se non a spizzichi, per rispondere che sì, sabato mattina c'è andato all'incontro, che c'erano tutti e mi allunga un foglio tutto fitto di scrittura. Leggi! Sto per obbedire ma me lo ripiglia dalle mani e sul retro trascrive un url: www.genovaperchernobyl.it

Poi scoppia in un sospiro e mi soffia, allargando le braccia: Ma capisci? Lei è sua cugina!

Mi restituisce il foglio e, mentre cammino fuori verso il lavoro, lo leggo.


Genova 16 settembre

Vorremmo esprimere la nostra opinione in merito al caso della bambina bielorussa trattenuta dalla coppia di Cogoleto. Abbiamo esperienza di affidi di bambini italiani da più di dieci anni e da tre ospitiamo bambini bielorussi durante le vacanze estive e invernali. In primo luogo andrebbe precisato che i coniugi di cui si parla non sono propriamente i genitori affidatari della bambina: non ci risulta infatti che esista l'affido internazionale né che la famiglia in questione abbia ottenuto l'affidamento preadottivo della bambina. La differenza non è sottile: i diritti e i doveri delle famiglie nei vari casi (affidamento, affidamento preadottivo e ospitalità) sono piuttosto diversi. Nel caso dei bambini bielorussi, provenienti dalle zone più vicine a Chernobyl si tratta di ospitalità temporanea per periodi di risanamento (in genere due mesi in estate e un mese in inverno).

In Italia gli affidi veri e propri hanno durata più lunga e sono comunque temporanei, molto spesso anche in questo caso le famiglie non hanno la tutela o la potestà sui bambini, vale a dire che non possono prendere alcuna decisione, neppure sulla salute dei bambini in questione, senza essere autorizzati dalle autorità di riferimento: Servizi Sociali, Tribunale dei Minori. Dunque, la famiglia di Cogoleto, come molte migliaia di famiglie italiane, ha ospitato la bambina bielorussa sapendo di accogliere una persona che avrebbe dovuto ritornare nel suo Paese. Ciò accade anche per gli affidi, che prevedono fin dal principio il rientro nella famiglia di origine, spesso anche sapendo che tale rientro non solo non sarà ottimale, ma produrrà profondi scompensi.

Detto questo, risulta chiaro che l'atto compiuto dalla coppia di Cogoleto, pur comprensibile dal lato umano (situazioni di emergenza generano comportamenti di emergenza), non è lecito, né è accettabile che le autorità italiane, sotto la pressione emotiva di una parte dell'opinione pubblica (solo una parte viene infatti messa in evidenza dai mezzi di informazione: è stato citato marginalmente, ad esempio, l'incontro avvenuto sabato mattina a Genova tra associazioni di volontari o di famiglie che si occupano dei bambini di Chernobyl, provenienti da più parti d'Italia, e l'ambasciatore bielorusso), possano sottoscrivere una presa di posizione che viola leggi e regole nazionali e internazionali, approvando una specie di giustizia privata che si sostituisce alle istituzioni.

Diverse famiglie italiane, ospitanti minori stranieri, ma anche affidatarie di minori italiani, hanno dovuto affrontare situazioni simili a quelle della coppia di Cogoleto, ma nessuna ha creduto di potersi sostituire a leggi che, se insufficienti vanno modificate, ma non violate o condizionate ad affrettati giudizi di popolo.

Infine, non è corretto non tenere in considerazione il lavoro che da molti anni le associazioni italiane e bielorusse, insieme alle famiglie e alle autorità dei due Paesi, stanno svolgendo per cooperare nella difesa della salute e dei diritti dei bambini di Chernobyl: non fidarsi delle autorità bielorusse (che per voce dell'ambasciatore hanno preso pubblicamente impegni precisi sulla sorte della bambina, dando garanzie e offrendo collaborazione) e non permettere il rientro dei loro bambini, a questo punto significherebbe anche buttare al vento i risultati finora ottenuti e non fare l'interesse dei bambini.

Alessandro Poggi e Maria Raffaella Zocchi

di caracaterina at 16:56:00 10 Commenti

18/09/2006

Specchio specchio delle mie trame

Il libro parla di due ragazzi con diversità di religione. Uno è Ebreo e l'altro è Tedesco ma il problema è il periodo perchè si trovavano nel periodo della II GUERRA MONDIALE, e in Germania c'era L'OLOCAUSTO (sterminio degli Ebrei). In poche parole questo libro parla di questi ragazzi che sono super amici ma non possono esserlo perche uno dei due scappa in America per non essere acciuffato. Dopo 20 anni ritorna a Berlino (Germania) e scopre che l'amico è stato impiccato per difeso gli Ebrei.

Racconta di un ragazzo che va in vacanza da suo zio, perchè castrato dai suoi genitori. Questo zio Era il becchino di un cimitero e abitava dentro il cimitero. Il ragazzo poi conosce una amica con cui indaga sull'omicidio di una ragazzina. Alla fine scoprono il colpevole e poi si innamorano.

Questo libro inizia con l'omicidio del custode del museo Louvre e. La nipote del custode per trovare l'assassino si fa aiutare da un'esperto in simbologia di nome Robert Langdon. Prima di trovare l'assassino trovano molti enigmi e riusciranno a risolverli con molte difficoltà e imprevisti. Alla fine riusciranno a scoprire anche il segreto del Santo Gral.

E' una storia d'amore tra i due ragazzi, lei è una diciottenne di buona famiglia e studiosa ed un teppista pieno di problemi. Si incontrano, litigano, si odiano e alla fine si amano.

Il libro riprende la storia dei due precedenti e racconta le ultime sofferte conquiste di Alessandro fino a giungere alla sua morte. Una storia che racconta l'amore, la follia, il dolore e l'odio di Alessandro costretto a uccidere alcuni suoi amici e a subirne la perdita di altri. Un Imperatore rimasto nella storia per la vastità, la cultura e la potenza del proprio impero Macedone.

Alcuni animali cacciano il loro padroni dalla loro fattoria. Dopo anni i maiali venuti a capo della fattoria iniziano a contrattare con gli uomini che alla fine di venteranno come loro.

Parla di una ragazza che a 12 anni inizia a fumare l'hascisc e a 13 iniettarsi l'eroina. E' la storia della facile discesa nel mondo della droga e della difficile risalita. Con parole dure e dirette spiega di come i giovani berlinesi passano la giornata alla stazione prostituendosi per ricavare i soldi per la droga. E' un documento verità degli anni '70 entrato anche a far parte delle antologie di Berlino.

E' una storia ambientata a Londra nella seconda metà del milleottocento, che parla di uno scienziato che sta studiando delle teorie, che espongono che ogni persona ha un lato maligno e lo stesso scienziato riescie a risvegliare il proprio trasformandosi in un mostro.

Un gabbiano viene esiliato dal suo gruppo e allora decide di imparare tutte le tecniche del volo.

Harry durante questo nuovo anno alla scuola di magia di Hoguarz, sempre in compagnia dei suoi amici Ron ed Hermione dovra affrontare dinuovo Valdemort dove nello scontro contro Valdemort morirà suo zio Blek e nel frattempo succederanno altre cose.

Non mi piace leggere perchè la ritengo una perdita di tempo anche se so che comunque è molto utile perchè aiuta anche a socializzare con le persone. Preferisco i fumetti giapponesi perchè danno l'idea (grazie all'immagini) della vera azione che si sta svolgendo.

Non mi piace leggere perchè mi annoio e perdo il filo del discorso. Preferisco uscire e stare in giro. La reputo una perdita di tempo. Preferisco scrivere.

di caracaterina at 23:26:00 10 Commenti

16/09/2006

Facile facile (Take it easy, they say)

Come scambiare, in un discorso, la verve con l'acutezza, la brillantezza con la lucidità, la simpatia con la vera capacità di relazione, l'effetto con l'affetto.

Come avere mal di denti e continuare a mangiare torrone, mal di ginocchia e continuare a salire scalini, mal di cuore e continuare a fumare, mal di dentro e continuare a mostrare.

di caracaterina at 14:40:00 1 Commento

15/09/2006

Sorpresa!

Come possa essere successo non so, visto che fra questo blog e Macchianera, ci sono ben più dei cinque (o sono sei? o quattro?) gradi di separazione soliti. Però è successo. Che uno dei miei post abbia ricevuto la nominesciòn nella categoria apposita  del  Blog Awards 2006.  Una roba ridanciana, in effetti (no, non il post), e tutta da scherzarci su. Il che non fa male.  Quindi ringrazio e me ne sto. Basita e contenta.

E poi, fra pochi dì sarà il mio compleanno e un regalo giochino mi ci voleva assai.

di caracaterina at 14:50:00 8 Commenti

05/09/2006

Sarti Burgnich Facchetti

Bedin Guarneri Picchi Jair Mazzola Peirò Suarez Corso.

Non sapevo che ricordarla a filastrocca fosse un segno di riconoscimento di un mondo, credevo fosse un mio gioco infantile e l’avevo abbandonato. Ho dovuto rovistare il web, fino a poco fa, per sapere quanti anni avevo quella sera che scoprii quanto è bello il calcio. Non ricordavo più che a Milano pioveva e che, forse, quelli che mi hanno sempre accompagnato in immagine vivi e lucidi come filamenti argentati di fuochi d’artificio erano resi più luminescenti nel bianco e nero dai riflessi striati dell’acqua. L’allegria sconosciuta di una festa di migliaia e migliaia ancora mai vista sì, la ricordavo, ne ho sempre avuto il cuore pieno come di una possibilità mai chiusa. La conversione alla gioia è stata, per me. Forse anche perché mi piaceva stare sola con la mamma, la sera, a guardare la televisione oltre il tempo consentito da papà che, però, non c’era. Era bello quando faceva il secondo turno perché qualche volta noi due eravamo un po’ amiche. E poi era caldo, quello pure credevo di ricordare. Infatti ora so che era maggio, il 27. Ricordavo gli altri, quelli del Benfica, e la maglia bianca di Eusebio.  E che Jair era piccolo e nero, anche lui. Un guizzetto scuro, e vincente alla fine, ho recuperato anche questo.  Altri li avevo scordati. Non Suarez, però, non Mazzola, naturalmente, non Corso, non Picchi. Non la coppia Burgnich Facchetti. Non l’inizio dell’allegria.

Triste adesso lo sono e non lo avrei creduto che la lettura improvvisa sullo schermo di quattro parole mi colpisse così duramente al petto. Non avrei creduto che potesse succedere nulla, niente affatto. Gli eroi son sempre giovani e belli gli eroi son sempre giovani e belli. Triste di più sarebbe non averli mai conosciuti.

 

 

di caracaterina at 00:29:00 8 Commenti



Blog Aggregator 3.0 - The Filter