Lo diceva Neruda. Ma non è per trovare pace che stasera ho letto poesia, bensì per compiere un atto. E Osip Mandel'stam mi sembrava la voce adatta ad accompagnare una risalita senza titolo e con il respiro affannato dal dolore.
Per le tue piccole spalle: arrossarsi sotto le sferze,
sotto le sferze arrossarsi, bruciare nel gelo.
Per le tue mani da bimbo: il ferro sollevare,
sollevare il ferro e intrecciare la corda.
Per i tuoi teneri piedi: andare scalzi sul vetro,
scalzi sul vetro e sulla sabbia insanguinata.
E per me: brillare per te come una nera candela,
come una candela nera brillare, e non poter pregare.
(1934)