
Ieri sera, a Milano, è stato come avrei voluto che fosse: partecipato, informale, numeroso, amichevole, generoso. Leggermente sospeso a quel giusto filo di tensione a cui attacchiamo con le mollette di legno le storie a cui teniamo, le persone che ci piacciono, il presente che si rinnova, i futuri che non sappiamo. Grazie a tutti: a chi ha messo i cestini e il vaso di fiori, a chi ha speso i suoi sorrisi, la sua curiosità e pure i suoi euri, a chi ha divorato la pianura in auto, i marciapiedi nelle scarpe e le mozzarelline nella sala, a chi ha messo la sua voce nei cellulari e nell'aria mossa davanti agli schermi, a chi ha bevuto il vino e a chi ha aiutato a stappare le bottiglie, a chi ha scritto, in pixel e in carta, a chi ha letto, a chi leggerà.