21/04/2006

Dal paese di Bengodi

Che poi da ultimo c’è stata un’inventiva linguistica, tutta quanta popolare e bertoldesca, completa di sghignazzi e fuochi d’artificio, cacasennati più in alto quanto più si avvicinava la fine della fiera. 

Tutto una  taratatà  scintillante di parole nuove, grosse grasse e risonanti di un’onomatopea strapaesana, che ce la dovremo ricordare una  sparata così idiomatica e folenga.

Tutto d’un botto  abbiamo  sbattuto l’epiglottide nel caimano croccante e nei  coglioni di marzapane,  ascoltato il sibilo lungo e striato di bengala dei pizzini e, da ultimo, il trìcchete-tràcchete di tzagarolo,nel gran finale dei fuochi d’artificio, esplodere in chisse-l’immaginava-che-stàerreciessediventava: ‘na tomba.

E’ la lingua del popolo, bellezza: camaleontica, puntuta, avida di prede significanti, eternamente memore della fame.

di caracaterina | 21/04/2006
25 Commenti