
Credo che finalmente stavolta ci siamo. L'iceberg ha cominciato a far crepe in carena. E' possibile che resisteremo ancora molto, molto a lungo. E' possibile persino che qualcuno/qualcosa intervenga a salvarci. Certo, la situazione è drammatica ma tragica giammai.
L'importante è che sia accaduto perchè non ne potevo più di stare su questo Titanic che derivava la rotta a far finta di volare dritta in piedi sulla prua (e senza nessun Di Caprio o qualsivoglia belloccio lì di dietro).
E' accaduto di notte mentre stavo dormicchiando. Non c'è stato nessuno scossone, lo giuro. Solo qualche scricchiolìo più del solito ma niente che non fosse già notoriamente sospetto e abitualmente allarmante. Nessuno ci ha fatto caso più di tanto.
Però, alla mattina, al risveglio, mi son sentita stranamente sollevata, senza la solita pesantezza dell'ansia d'attesa. Ieri mattina, davanti alla tovaglietta (c'è ancora caffè e si fa colazione pressochè come sempre), mi son messa persino a pensare a un futuro diverso, oltre il naufragio. Ho intravisto orizzonti, ripreso a sperare sorprese, a immaginare alternative. Chissà ...
La radio funziona e sappiamo che fuori, laggiù, se ne sono accorti. Le voci che abbiamo sentito nel lieve volume del notiziario della Repubblica scandivano l'allarme abbastanza onestamente e stasera il telegrafo ha tintinnato i messaggi del Ministro che non ha voluto farci mancare il suo interessamento e dirci "Coraggio. Il mondo vi guarda. Siete una bella nave".
(Chissà come vanno a scuola i figli di Serra. Chissà se Lodoli, tornato a casa stasera dopo essere stato da Ferrara aveva ancora da correggere i compiti. Io ce li avevo. Il più bravo dei miei di quinta ha fatto solo un errore: ha scritto conoscIenza).